giovedì 30 settembre 2010

Machiavelli non ci avrebbe dormito.


Come recita il codice di procedura penale nessuno si può considerare colpevole di un qualsiasi reato se non è arrivato al terzo grado di giudizio. Sergio Murolo al terzo grado ci è arrivato ed è stato condannato per reati molto gravi quali pedofilia, maltrattamenti su minori e altro correlato. Ma siamo sicuri che pur essendo arrivato al terzo grado quella persona è veramente colpevole ovvero ha compiuto azioni tali da rendere attivo quel determinato reato? La condanna definitiva non è la perfezione giudiziaria assoluta. Toccherebbe quindi leggersi le carte processuali di accusa e difesa per potersi rendere conto che magari qualche abbaglio è stato compiuto. Niccolò Machiavelli uomo acuto e spregiudicato nel suo linguaggio se fosse vivo ai giorni d'oggi non ci avrebbe dormito se avesse letto quelle carte.
Prima di addentrarci nella loro lettura che sarà fatta e basata esclusivamente sull'esperienza lavorativa maturata in quasi 24 anni di onorata carriera da parte del sottoscritto, voglio ricordare che attualmente la giustizia italiana sta attraversando il peggior momento da quando l'Italia è diventata Repubblica nel dopoguerra fino ad oggi. E questo per una serie scellerate di scelte da parte della politica italiana che sta svuotando di fatto la magistratura onesta e leale quella che ha voglia di fare vera giustizia con tagli alle strutture, riorganizzazioni e accorpamenti incomprensibili, spostamento di sede del personale giudiziario che vanno a disastrare sedi già duramente colpite.
Una politica omologata che neanche l'opposizione più intransigente sta ponendo freno. E chi ne risente sono quelle persone come Sergio che vengono sbattute dentro e senza tanti complimenti messi in prima pagina come mostri irreprensibili. Neanche fosse stato il mostro di Firenze.
Di questo ne sono sicuro sennò nella mia posizione non avrei preso neanche lontanamente in considerazione la posizione di Sergio. Se invece sono qui è per dimostrare che si può condannare definitivamente un uomo innocente. Se negli USA non ci sono andati per il sottile a giustiziare una disabile mentale Teresa Lewis che carte processuali la vedevano prosciolta sulla base di due testimonianze importanti, qualcuno non creda che in Italia anche se non esiste la pena di morte ( e meno male) non possa accadere con altro parametro una cosa del genere.
Sergio Murolo a mio modo di vedere è vittima di un sistema orbo e mafioso che lo ha getatto prima sul lastrico economicamente e poi nella disperazione come dignità di uomo. Un sistema omologato che vede i "poveri cristi" in balia di una giustizia inumana mentre tutto concede ai "potenti di turno". Un delirio che diventa un incubo dove nessuno può aiutarti. Siamo di fronte per la prima volta nella nostra storia pseudo democratica alla non giustizia che si permette di umiliare la gente comune.
Un paese che si permette unico in Europa a introdurre la clandestinità reato penale la dice lunga sulla reale affidabilità di questo sistema che è controllato politicamente e spartito secondo i dettami di vuole mangiare uno sull'altro.
Questo scempio deve finire e gente come Sergio deve avere la possibilità di respirare, amare e godersi la vita, Sergio non è un mafioso nè un terrorista è una vittima. Consiglio caldamente di recarsi sul suo blog e leggere la sua storia e per quanto ne potete capire anche le carte processuali che lo hanno portato a questa vergognosa condanna.
Noi inzieremo di qui in avanti a martellare chi ha fatto della sua condotta una scelta assurda e ignobile, le nostre voci si stanno appena alzando e non finiranno mai di smettere sino a quando non rivedremo Sergio libero. Questo Machiavelli chi sà se lo ha previsto.

C.C.

mercoledì 29 settembre 2010

Sbatti il mostro in prima pagina..

Secondo Wikipedia il diritto di cronaca è definito come nel diritto a raccontare i fatti per come accadono, con ogni mezzo ritenuto idoneo. Tale diritto deriva direttamente dalla norma che tutela la libertà di espressione, sancita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana. Successivamente poi vi è tutta una spiegazione per come si estende tale diritto compresi i limiti nei quali il suddetto si dovrebbe attenere.
Nel caso di Sergio Murolo ma penso anche nel caso di tanti altri del quale non si sono lette bene le carte processuali tale diritto diventa una gogna mediatica attraverso la quale chi è stato condannato per un reato abbastanza grave diventa una sorta di dissidente politico stile iraniano al quale viene applicata la lapidazione o l'impiccagione che fa tanto moda in quel paese.
Sabato scorso quando Sergio è stato preso e "impacchettato" dai miei colleghi di Aversa, un sito online ha pubblicato la notizia a questo link, dove campeggiava una foto presumibilmente fatta nell'immediatezza del suo arresto. E con due righe di notizie fredde hanno liquidato la pratica.
Ma che bel modo di fare informazione. Non esiste nessuna giustificazione in merito.
La gente e parlo dell'essere umano ( ma di questo ne parlerò in un altro articolo ) ha diritto di essere trattato con dignità quantunque sia condannato in sede definitiva. Chi ha messo quella notizia ha solo riempito uno spazio inutile che recita quanto di sinistro e putrido ci possa essere.
Mi domando:ma questo dove ha fatto scuola di giornalismo? Se l'avesse fatta seriamente magari avrebbe ascoltato i consigli che solevano dare Biagi e Montanelli quando giornalisti in erba si stavano affacciando alla ribalta (vedi Marco Travaglio). Ma questo invece è un'articolista faidate e manco della peggiore specie.
La gente già influenzata e abbondantemente ipocrita nella società attuale ci mette niente a considerare Sergio un macellaio di prim'ordine alla stregua magari del mostro di Genova Donato Bilancia o di Cogne Annamaria Franzoni. Celebrando quindi il loro gne gne come compimento di un qualcosa che magari dovrebbe essere valutato attentamente. Prima di dire che quell'uomo è un distruttore di vita cè ne vuole. Bisogna saper leggere bene le carte processuali, e avere un pizzico di umana comprensione magari condita con quella professionalità che anche un piccolissimo sito online di provincia dovrebbe dotarsi.
Tutto questo non è stato fatto e il sottoscritto dimostrerà (oltre alla cieca magistratura campana) a questo articolista che prima di pubblicare queste notizie una sua riflessione doveva essere doverosa. D'altra parte lo dico sempre da una vita.Che ci si deve documentare bene prima di arrivare a certe conclusioni trincerandosi nel diritto di cronaca. Posso capire ma non certo condividere certi giornalisti che sono buffoni di corte della politica "casareccia" tutta italiana, ma non posso accettare queste "brutalità macellaie" di certa stampa locale che si mette invece al servizio dell'idiotame anche questo tutto italiano e che rende la maggior parte della gente una massa di pecoroni da asporto.
Nella vicenda dell'amico Sergio Murolo, noi andremo avanti nelle nostre convizioni, cercando di smontare le carte della magistratura, con la nostra buona dose di verità e giustizia che non viene quasi più applicata, rendendo così un servizio utile alla collettovità che non accetta più questo stato di cose, che certi omuncoli e quindi l'articolista di cui sopra se lo mettano bene in testa. Che almeno si facciano umilmente 1 ora di vergogna se ne hanno il coraggio, potrebbero tornare persone più affidabili.

C.C.

martedì 28 settembre 2010

Preghiera della giustizia...

Domani 29 settembre sarà la festa di San Michele Arcangelo il protettore di tutti gli appartenenti della Polizia di Stato e quindi anche mio protettore. Non sono molto religioso ovvero non mi riconosco in quello che dice la Chiesa nelle loro versioni ufficiali, ma credo molto nella parole dei loro libri almeno in alcune loro versioni. Ma tornando a San Michele Arcangelo mi piace ricordare che la sua figura secondo le antiche scritture fu determinante alla sconfitta del male da parte del bene. La giustizia con la spada che trionfa...
Voglio quindi recitare insieme a chi mi legge dedicando queste parole all'amico Sergio Murolo che della giustizia è stato defraudato, villipeso e umiliato, questa preghiera. Parole che certamente non risolveranno la sua situazione ma che sicuramente sono di conforto per avere un minimo di ottimismo, per la ricerca della verità affinchè vera giustizia trionfi. E' ora di vestirsi di abiti talari e sguainare la spada della giustizia.
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O San Michele Arcangelo,
nostro celeste Patrono, che hai vinto i spiriti ribelli-nemici della verità e della giustizia- rendi forti e generosi, nella reverenza e nell'adesione alla Legge del Signore, quanti la patria ha chiamato ad assicurare tra i suoi cittadini concordia, onestà e pace affinchè-nel rispetto di ogni legge- sia alimentato lo spirito di umana fraternità.
Per questo, imploriamo dal tuo Patrocinio rettitudine alle nostre menti, vigore ai nostri voleri, onestà agli affetti nostri per la serenità delle nostre case, per la dignità della nostra terra! Amen.


C.C.


lunedì 27 settembre 2010

La verità e libertà per Sergio coincide nel mio ritorno qui.


PREMESSA

Ciao a tutti.Una premessa è doverosa e spiega la mia presenza qui dove ho ripristinato per l'occasione questo spazio blog che avevo lasciato circa oltre un mese fa per dedicarmi a scrivere in un altro blog poesie e racconti prettamente sull'amore. Chi mi conosce sa che prima di questo agosto passato mi impegnavo attraverso il blog dell'ADB (Associazione Disabili Basiglio) contro tutte le forme di ingiustizie che ho dovuto lasciare per vicende private. Successivamente ho aperto questo spazio dove ho scritto mie mere considerazioni sull'attualità con venature di politica. E poichè anche questo è venuto meno per un senso per cosi dire di "nausea" ho abbandonato tutto per mettere più forza e impegno sempre sul blog delle poesie. Ma ora un fatto di cui sono venuto a conoscenza queste ore mi ha fatto ragionare molto sul ritorno a impegnarmi in maniera "civile". Ma non ci ho messo molto a pensare e quindi ho rispolverato questa soffitta dove posso esprimermi in assoluta libertà. E questo lo devo anche all'amico Sergio Murolo di cui parlerò qui sotto. Posso solo dire senza ulteriori aggiunte che Claudio sarà sempre in prima linea contro tutte le ingiustizie perchè chi mi conosce sa che ho una coscienza civile che non si arrende mai davanti a nessuno!!!!
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Parto da una fredda notizia letta ieri su questo link che qui riporto: Gli agenti del commissariato di polizia di Aversa nella mattinata di sabato hanno eseguito a Trentola Duecenta, un ordine di carcerazione a carico di Sergio Murolo, 46 anni,condannato alla pena di nove anni di reclusione poiché responsabile di atti sessuali con minorenne e maltrattamenti in famiglia, commessi a Giugliano (Napoli) fino al 2005. E’ stato associato presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Fine della fredda notizia. Sergio Murolo l'ho conosciuto su facebook qualche tempo fa, non mi ricordo di preciso ma so che questa conoscenza è stata all'insegna della simpatia.Col tempo ci siamo apprezzati e rispettati e poi sentiti anche al telefono. E' sempre stata una persona corretta, leale e sincera. Ciò nonostante lui fosse all'oopposto di me in campo di colore politico di bandiera e sopratutto non amasse molto rappresentanti delle forze dell'ordine. Come qualcuno sa, io lo sono. E porto la divisa da ben 23 anni nella Polizia di Stato. Ma queste cose non sono state di ostacolo nei nostri rapporti anzi giorno dopo giorno Sergio ha iniziato ad apprezzare me e stimarmi come persona e come uomo che sapeva ascoltare le sue vicissitudini personali. Purtroppo poi per uno screzio abbiamo litigato e lui mi ha cancellato dalla sua lista amici.Ma questo non ha impedito di volergli bene ugualmente. Ad agosto lo sarei dovuto andare a trovare a casa dove era ai domiciliari per quella brutta sporca storia cui è stato coinvolto. Una violenza su minori. Una cosa inaudita e brutale. Ma che leggendo le sue carte processuali è stata evidenziata una magistratura incapace e orba.Dove tutti i diritti sono stati calpestati e dove la dignità è diventato un bene superfluo. La foto di Sergio sta lì a dimostrarlo, impietosamente.
Un uomo sempre vivo e solare che mi difiniva "grande" e "mitico" e non mi ha mai preso in giro a differenza degli altri sulla rete, uno vero che da ben 4 anni gli è stato impedito di respirare l'aria pulita di un parco o il piacere di prendersi un caffè al bar. E che sapeva come piangere davanti a fatti della vita comune. Nel suo blog c'è tutto quanto si possa vedere in questa ingiustizia tutta italiana dove al momento che vi scrivo poi non si sa la giustizia è morta e sepolta.
Tutto questo non mi ha fatto dormire questa notte, e al risveglio pensavo alla sua sofferenza e di come si possa sentire dentro e magari se possa capire i messaggi di affetto che gli sto mandando anche se non mi sono sentito più con lui. E che lotterò a partire da qui affinchè questo caso venga diffuso il più possibile, perchè si sappia come si può ferire quell'animo che ogni tanto descrivo nelle mie poesie e racconti brevi.
Sia chiaro per tutti quelli che qui mi leggono che non sarà facile, ma io non sono uno che si arrende così facilmente e so che sarò appoggiato da chi gli sta vicino. Questo è il mio debito di coscienza che devo a lui. Lui mi definiva un guerriero e lo sarò fino in fondo!!!!!

C.C.